mercoledì 8 settembre 2010

La "mega" fontana di Daniel Buren a Quarrata sommersa da un "fiume" di polemiche. Dibattito aperto



QUARRATA_ Dopo “Le parole scaldano”, il progetto di Vittorio Corsini collocata in piazza Agenore Fabbri anche Villa La Magia avrà – nell’ambito della collezione permanente di opere d’arte contemporanea “Lo spirito del luogo” - la sua “moderna-artistica” fontana, una mega scultura realizzata dall’artista Daniel Buren.
Due “opere d’arte” –fortemente volute dall’attuale sindaco – che sebbene inserite in due contesti e in due periodi diversi sono state accompagnate da un “fiume” di polemiche, legate soprattutto ai ai costi delle installazione e all’opportunità o meno di impiegare fondi “pubblici” quando a Quarrata – in altri settori - ci sono esigenze ed emergenze ben diverse rispetto alla cultura.
Per quanto poi concerne la fontana-scultura luminosa di Buren (la sesta opera permanente di arte contemporanea della Villa) sono stati avanzati in questi giorni sia sulla stampa locale che su vari social network dubbi sulla opportunità di collocare tale opera nello scenario della Villa medicea.
Dopo che la Soprintendenza ai beni artistici ed architettonici ha scartato l’ipotesi di collocarla all’interno del giardino circostante la Villa (scelta “antivandalica” - pensata soprattutto allo scopo di conservarne la sua integrità) la fontana - definita come “luogo d’acqua”- sarà collocata sul prato di fronte alla Villa, in posizione frontale rispetto alla dorsale del Montalbano di fronte alla “Spazio Bambini” e a ridosso dell’Anpil del Bosco di Villa La Magia.
A questo proposito già si sono levate alcune riserve sull’impatto ambientale nonostante il “parere favorevole” vincolante ai sensi dell’articolo 146 del Codice dei Beni Culturali, ottenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia limitatamente alla compatibilità paesaggistica dell’intervento previsto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Firenze, Pistoia e Prato.
La fontana consiste in una struttura di grandi dimensioni a base esagonale – che ricorda una sorta di antico ninfeo - con sei pannelli in marmo di Carrara di 3 metri per 3 che la circonderanno. Ci saranno incisi, come una sorta di graffi, sulla facciata interna dei pannelli, tante strisce colorate di 8,7 centimetri di larghezza (motivo distintivo dell'arte di Buren).
Lungo tali insenature colorate scorrerà l'acqua poi raccolta nelle vasche ai piedi dei pannelli. I colori scelti sono il rosso, il giallo e il blu che, su due pannelli per ogni colore, si alterneranno al bianco del marmo che ricoprirà tutta l'opera.
Al centro della struttura esagonale ci sarà anche una seduta, a sei lati, da cui ammirare il paesaggio toscano incorniciato dai pannelli come una cartolina. Lo scheletro della fontana sarà invece, in cemento armato.
Altra questione quella dei costi. L’intera opera sarà finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia compreso il compenso dovuto all’artista, al progettista, al direttore dei lavori, al responsabile della sicurezza, i compensi dovuti a ogni tecnico esterno all’amministrazione comunale che contribuiscono alla realizzazione dell’intervento, il compenso dovuto per ogni tipo di consulenza, servizio o collaborazione richiesta dalla Fondazione, la fornitura e il trasporto di tutto il materiale occorrente, compreso quello necessario per la realizzazione di ogni impianto tecnologico della scultura-fontana, presso il cantiere e la realizzazione dell'opera, compreso ogni impianto tecnologico necessario al funzionamento della scultura-fontana, nel rispetto del progetto approvato e compreso ogni onere e spesa per consegnarla alla città di Quarrata finita a perfetta regola d'arte.
Il Comune di Quarrata oltre ad avere fornito il luogo individuato, dovrà fornire l’energia elettrica (mediante il programma promosso da Enel per l’illuminazione delle opere d’arte) e l’acqua necessarie al funzionamento della fontana, “spesa occorrente – si legge in una delibera di giunta – che rientra nelle consuete opere di manutenzione per le quali l’amministrazione provvede annualmente alla copertura finanziaria”.
Essendo collocata nel parco adiacente alla Villa in una area dunque accessibile a tutti l’opera dovrà essere anche soggetta a controllo e sorveglianza.
A fronte delle tante proteste torna d’attualità quanto affermato nel 2004 dal sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori a proposito della fontana di Vittorio Corsini: “… Qualcuno si domanderà perché impiegare fondi per una fontana quando ci sono esigenze diverse. La risposta è semplice: la cultura è necessaria per vivere, perché l’arte sa porre davanti ai nostri occhi molteplici punti di vista, che ci fanno riflettere, che aumentano la nostra consapevolezza di essere protagonisti di questo nostro mondo che ha bisogno di tutti per essere reso più vivibile. Un artista interpreta la vita e ci aiuta a capirla..”.
Parole riaffermate dopo sei anni in un recente comunicato stampa dove il primo cittadino dopo avere ringraziato “in modo sincero e non formale” la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia “che ha creduto nel progetto Villa La Magia, luogo di incontro privilegiato tra passato e presente” ha rimarcato che “Investire in cultura in tempi come questi è operazione coraggiosa ma necessaria, per rendere la nostra Villa Medicea luogo di promozione di tutto un territorio, ricco di eccellenze, inserito nella nostra Area Metropolitana”.
“La bellezza – ha scritto Sabrina Sergio Gori - serve a vivere, il paesaggio è sempre stato trasformato dalla mano e dalla mente dell'uomo; gli artisti che vivono la nostra villa e progettano opere che la valorizzano, rappresentano un valore aggiunto all'armonia che si respira camminando sui prati, con lo sguardo rivolto alle nostre splendide colline. Questa fontana - conclude il Sindaco - sarà un altro segno forte che ci rende ancora più orgogliosi di questa sfida che ha portato nella nostra città tanti artisti famosi che hanno contribuito a farla conoscere e apprezzare da tanta gente di tutta l'Europa".
Quarrata quindi sempre meno “Città del Mobile” e sempre di più “Città dell’arte contemporanea”.

Sulla vicenda della fontana di Buren registriamo oggi una forte presa di posizione da parte di Massimo Bianchi, consigliere comunale di An-Pdl, aderente al gruppo di Fini.
E’ il primo contributo ad un dibattito che come blog che si interessa principalmente di Quarrata intendiamo aprire al fine di portare attraverso lo scambio democratico delle opinioni e delle idee un confronto trasparente e "partecipato" che sia propositivo.


“Credo che questo sia il classico esempio di come un'amministrazione comunale non debba lavorare: mancanza di trasparenza, di partecipazione, di buon senso...solo e soltanto presunzione. Una fontana del genere - scrive Massimo Bianchi - non era opportuna né per la locazione scelta né per la spesa: un’opera artistica sarebbe stato giusto localizzarla semmai ai Ronchi per rivalorizzare la zona visto i cittadini sono anni che se ne lamentano, per non parlare delle frazioni che continuano ad essere abbandonate a se stesse. Inoltre la famigerata fontana di Villa La Magia piazzata lì dov’è ( come anticipato da Cialdi dell'Udc ) comporta un pesantissimo impatto ambientale: accanto ad un giardino mediceo un'enorme cementata moderna, fatta senza che sindaco e giunta non si siano minimamente chiesti cosa ne avessero potuto pensare i nostri concittadini, in barba alla tanto ventilata partecipazione. Ultimo, ma non per importanza, l’importo speso: è vero che si tratta di una donazione da parte della Fondazione: ma un'amministrazione degna di tale nome tutti quei soldi avrebbe dovuto chiederli per interventi rivolti al sostegno dei più bisognosi ( acqua, metano, fognature mancanti, sostegno ale piccole e media imprese, agli operai cassaintegrati ) visto che gli statuti delle fondazioni stesse lo prevedono".
"Questa - conclude Bianchi - non è un'amministrazione di buon senso ma è soltanto un’armata Brancaleone che ha perso la bussola ed il contatto con la gente; accontenta pochi per continuare a deluderne molti. Siano i cittadini a giudicare!”

Tra i vari commenti su Internet come contributo al dibattito abbiamo scelto quello di Alessandro e di Lorenzo:

“ Qualunque sia la fonte da cui arrivano tutti questi soldi – scrive Alessandro - credo che sia doveroso persuaderli con tutti i bisogni che ci sono nel contesto attuale del nostro territorio a investirli meglio in scopi più umanitari, fosse solo per rispetto a chi i soldi se li " suda " per arrivare a fine mese ... inoltre in quel contesto di una villa antica un'opera moderna è anche brutta e a dir poco dissonante ! Grazie”.

“Secondo me – afferma invece Lorenzo - viene snaturato l'aspetto della villa La Màgia, in quanto riempiendola di arte contemporanea va a perdere tutta quella classicità Medicea tanto sbandierata e punto di forza dell'immagine della villa stessa. Riguardo invece all'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia o meglio BANCA INTESA, mi aspettavo che un istituto "locale", ma ormai diventato "ex-locale", e che a suo dire ha "esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico”, vista la contingenza economica, indirizzasse gli investimenti ad interventi più vicini all'utilità sociale nel rispetto del proprio statuto, che non in astrattismi, che pur nel rispetto della propria rappresentazione, altro non fanno che generare malumori e critiche negative tra la popolazione (ancora non è stato digerito il neon di Nannucci).

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi è piaciuto ciò che ha scritto un architetto, e cioè che certi artisti moderni collocano le loro opere in luoghi prestigiosi e belli e invece di essere l'opera d'arte a dare lustro al contesto in cui è collocata, è talvolta la pseudo opera d'arte a riceverlo dal contesto...

L.C.

Anonimo ha detto...

Mi sforzo di ricordare se mai sia stato illustrato un progetto riguardante l'utilizzo delle aree esterne del complesso di Villa La Magia.
Indubbiamente la Fondazione ne sarà a conoscenza, visto che finanzia da qualche anno (e mi sfugge per quanti altri anni) questi interventi.

Meglio sarebbe stato che per una cosa di questa portata si fosse cercato una condivisione maggiore che avrebbe evitato questo stillicidio di polemiche.

Senza un coinvolgimento che appassioni la gente certe iniziative corrono il rischio di trasformare ciò che per Quarrata doveva essere una risorsa, in un fardello sempre più fastidioso e inviso. E con questi lumi di luna, un lusso.
Renata Fabbri

Anonimo ha detto...

La fontana di Buren è stata un evento così importante e il suo costo, come ha affermato Gori, Vicepresidente della Fondazione Caripit, è così da capogiro (forse superiore al milione di euro: ancora non lo sappiamo), che il Sindaco di Quarrata non ne ha neppure fatto cenno sul suo blog istituzionale.
Andatelo a vedere. Il primo cittadino salta infatti dal ricordo di don Patrizio Guidi alla fiera di settembre e agli eventi che la caratterizzano. Di Buren nemmeno l'ombra.
Fa bene. Dovrebbe infatti vergognarsi, insieme a tutta la sua giunta, di questi begli esempi di "proposte culturali" (follie Piuss comprese) che sanno di tutto fuorché di oculata amministrazione, se messe a confronto con le necessità della popolazione.
L'amico Salvatore Magazzini ha perfettamente ragione riguardo al mancato ampio coinvolgimento e confronto con la gente, ma l'mministrazione quarratina è, purtroppo, l'espressione di una, massimo due persone: il sindaco e, di volta in volta, qualcuno delle sue più fide guardie del corpo.
Del tutto condivisibile il commento dell'architetto Ceccanti, che mette il dito nella piaga, dimenticando però di approfondire il discorso degli interessi economici che ruotano intorno alla cosiddetta arte contemporanea e che servono solo agli 'amici' e 'amici degli amici'.
Oltre a tutto questo, il fatto è che Quarrata non ha un governo democratico. Ha solo un sindaco. Incapace di parlare e, prima ancora, di ascoltare la gente.

Edoardo Bianchini

(Questo intervento lo avevo mandato alla Nazione).

Anonimo ha detto...

Io, prima di criticare l'opera in sè, la vorrei vedere finita e in seguito dare un giudizio. C'è da dire che l'artista è conosciuto in tutto il mondo e solo il nome può attirare un po' di gente in questa desolata città priva di turismo. Visto che i soldi l'ha tirati fuori la Fondazione, tutte 'ste colpe alla giunta non le vedo anzi secondo me è stata anche furba perchè visto che i comuni sono sempre con meno soldi hanno sfruttato la fondazione per dare un opera d'arte di un artista famoso alla città. Rendiamoci conto che dal punto di vista economico i settori che reggono in questo periodo sono il turismo e i prodotti alimentari quindi è un bene che il comune si muova verso l'implementazione di Arte a Quarrata. Ma secondo voi avendo Firenze così vicina che tipo d'arte o attrattiva dovrebbe avere Quarrata per portare un po' di gente? Preferireste un grande parco giochi tipo Gardaland??? Ci vogliono attrazioni per far venire la gente in città sennò non ci sarà più lavoro per nessuno!!!!

Anonimo ha detto...

ma ti rendi conto oppure no che a Quarrata mancano ancora i servizi? nessuno critica l'opera nè l'autore...ma il metodo! prima di fare il tetto bisogna rifarsi dalle fondamenta....quindi la giunta i soldi alla fondazione li doveva chiedere per ben altre cose prioritarie....quando sbagliano i governanti va detto!

Anonimo ha detto...

secondo me è stata anche furba perchè visto che i comuni sono sempre con meno soldi hanno sfruttato la fondazione per dare un opera d'arte di un artista famoso alla città.

... o sei la Vannelli o il Barbarani o il Marini o il Magazzini dei Casini...
Chi vuoi che venga a Quarrata? Chi va a Firenze vede molto di più.
Svegliati!

Martina Pagnini ha detto...

Mi sto indignando profondamente leggendo i dibattiti sull'opera di Buren a Villa La Magia.
Tutti i commenti che ho letto sinora (tranne uno) non sono altro che un ripetersi delle stesse obiezioni, che io ridurrei a due.
Il primo problema posto è quello economico e il secondo estetico.
Le mie rispettive domande sono:
perchè continuare a polemizzare sui soldi spesi dato che provengono da una Fondazione PRIVATA?
Perchè giudicare esteticamente un'opera se non si conosce l'arte contemporanea?
La proposta di Massimo Bianchi di collocare la fontana ai Ronchi è stata la ciliegina sulla torta, sono allibita.
Se dovessi fare una critica ricalcherei le parole di Renata Fabbri.

Martina Pagnini

Anonimo ha detto...

Non ti indignare, Pagnini. La Fondazione Caripit è privata un corno: succhia e spende quattrini del TUO contocorrente. A te dà lo 0,50%, il resto lo butta in questo modo.
E non t'indignare neppure pensando che i fuochi della fiera erano quattrini privati, ma il Sindaco non ha voluto che si spendessero per non offendere la gente in difficoltà e in crisi.
La Renata ha ragione: ma te non ti scalmanare.
Leggi e impara. Ti fa bene. Non farti crescere troppo la pressione... Hai ancora da fare molta strada.

Anonimo ha detto...

NEL DUBBIO...BASTA NON FARE NIENTE: Villa la Magia, uno degli ultimi spazi verdi dove è possibile il contatto con la natura e con le nostre radici culturali storiche, vive di una bellezza propria. Solo l’arroganza intellettuale ed il delirio di onnipotenza di pochi, può far credere di essere capaci di migliorare uno spazio del genere.
Lennyflash
Più decoroso sarebbe investire per mantenere quello che abbiamo, perché la Villa, nonostante tutto, è dei cittadini e non della giunta di turno.
Con 400 mila euro si potrebbero inserire un numero adeguato di cestini o, più semplice ed intuitivo, mantenere puliti i 2 (di numero e sempre pieni) eliminando anche le scritte (Raluca ti amo), presenti da oltre un anno.
Adesso, dirigendosi dalla Villa verso il "campone", e chi è di “Qua” sa di cosa stiamo parlando, voltandosi a sinistra, non è più possibile ammirare le nostre tanto decantate colline. In quel prato dove pochi mesi indietro ci si poteva sdraiare a leggere o far giocare i bambini con gli aquiloni, adesso c’è il cemento; mi correggo, un OPERA D’ARTE DI CEMENTO.
Non conosco e non mi permetto di giudicare il valore dell’opera in se, ma domando come si possa pensare di rendere un servizio alla comunità, cementificando, come nei peggiori esempi di abusivismo edilizio, un’area così importante.
Al commento stizzito del direttore della Fondazione sulla Nazione di oggi (sabato 11 settembre) mi sento solo di suggerire un bagno di umiltà e più rispetto per tutte le persone che, per ovvie ragioni di precarietà lavorativa ed economica, non possono apprezzare i suoi sforzi intelletualoidi, del valore di oltre 400 mila euro, sul territorio.
Forse mi ripeto e forse non c’è malafede in chi ha pensato di installare la fontana in quel posto, ma NEL DUBBIO...BASTA NON FARE NIENTE... Solo mantenere (pulito) quello che la storia ci ha regalato.

Anonimo ha detto...

In risposta al Commento di Martina Pagnini:
Rispetto la Sua indignazione e mi domando a mia volta: basandosi sul fatto che i soldi investiti non sono pubblici, è corretto che siano utilizzati per compromettere la bellezza di un opera come la Villa?
Infine, probabilmente non è l'opera ad essere contestata, ma l'arrogannza di coloro che hanno scelto di collocarla presso la magia.....Villa e patrimonio di tutti i cittadini.
Leonardo

Anonimo ha detto...

Al commento stizzito del direttore della Fondazione sulla Nazione di oggi (sabato 11 settembre) mi sento solo di suggerire un bagno di umiltà e più rispetto per tutte le persone che, per ovvie ragioni di precarietà lavorativa ed economica, non possono apprezzare i suoi sforzi intelletualoidi, del valore di oltre 400 mila euro, sul territorio.

Chi ha scritto queste parole ha fatto un bell'intervento: lineare e sensato. Eha colto anche nel segno riguardo alla stizza del Paci.
Ma che ci si deve aspettare da un uomo che, negli anni 90, rischiò di far fallire la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia?
Voi siete giovani e non lo ricordate, ma finì in mano alla Cassa di Risparmio di Firenze grazie alle brillanti idee del Paci e compagnia.
E sempre lui è quello che, per sistemare il suo figliolo all'università e farlo stancare poco tra Pistoia e Firenze, ha fatto aprire una parte della facoltà di econimia e commercio nel vecchio seminario di Pistoia.
Ha poco da stizzirsi e molto da imparare umiltà, lui che ha sempre manovrato quattrini degli altri e li ha spesi e fatti spendere come credeva, checché ne dica la Pagnini.
E' rimasto ancora alla DC vecchiaccia!

Martina Pagnini ha detto...

Torno sui miei passi, non cambio opinione ma toni si.
Apparte deliri intellettualoidi Villa La Magia viene veramente valorizzata da queste installazioni.
La Fattoria di Celle a Santomato ha un patrimonio simile (certamente più esteso ma parliamo sempre di land art inserita in una antica tenuta e parco) e ogni anno vi si recano moltissimi turisti.
Firenze è vicina ma accoglie ben poco di arte contemporanea e anche se vi sembra impossibile vi assicuro che chi è appassionato farà volentieri lo sforzo di venire a Quarrata.
Con questo non dico che non ci siano altri lavori da fare, ma non mi sembra di vivere in una città priva di servizi e decadente... e poi lo sviluppo culturale è progesso, cari anonimi.

lorenzo b. ha detto...

per MartinaPagnini, avrà cambiato i toni ma non le vedute chiuse da paraocchi: sicuramente apprezza questo tipo di arte ed è più he lecito, ma per giustificare queste scelte arrivare a dire che non mancano i servizi a Quarrata, significa che non mancano fognature, depuratori, acquedotti fatiscenti, condotte gas, illuminazione pubblica, strade diroccate, parcheggi, discariche abusive (e non!!), disagio sociale!!! Ma dove vive?! E poi mi sembra di capire che trova giusto che l'Amministrazione "scommetta" sul futuro della città investendo nell'arte anzichè nelle tradizionali attività economiche: questo vorrebbe dire che il mobile ed il resto è già stato condannato a morte dai nostri amministratori?!
Vorrei sperare di no, ma alla luce di quanto emerge sembra prorio così!!! SIGH

Massimo Bianchi ha detto...

Rispondo a Martina Pagnini che non ho il piacere di conoscere:per fare chiarezza non ho proposto di collocare ai Ronchi la fontana di Ruben; ho semplicemente detto che un'opera artistica se proprio la si vuole collocare perchè non farlo in una delle zone di Quarrata che hanno bisogno di una certa valorizzazione ( non è riferito soltanto ai Ronchi ma penso anche alle frazioni ).
Poi sulla scelta della fontana io contesto il metodo: il sindaco avrebbe dovuto coinvolgere i cittadini e/o il consiglio comunale per capire se fosse stato il caso, oppure no, di chiedere una certa cifra ad un fondazione per farci quello che è stato fatto.
Dovrebbe rimanere allibita signora sul fatto che il primo cittadino continui a fare scelte estemporanee come queste, in un periodo di crisi come questo quando a Quarrata mancano ancora i servizi primari...cosa ci sta a fare altrimenti la commissione sulla partecipazione????
Se davvero volesse svolgere bene il proprio ruolo il nostro sindaco avrebbe dovuto chiedere alla fondazione i soldi per interventi davvero indispensabili alla cittadinanza; al riguardo le parole del Professore Paci sono chiarissime e rispettabili...ossia "la fondazione finanzia progetti proposti da un'amministrazione". Non credo che la fondazione in oggetto, vista la sensibilità verso il sociale che la contraddistingue, avrebbe avuto difficoltà per interventi rivolti al sociale.
Rispetto in ogni modo il suo punto di vista e spero di avere il piacere di conoscerla.
Cordialità

Massimo Bianchi

Martina Pagnini ha detto...

Rispondo a Massimo Bianchi:
Mi è sembrata una follia dichiarare di voler collocare un'opera d'arte in un quartiere decentrato e residenziale.
Sarebbe come se il comune di Firenze decidesse di spostare il David di Michelangelo a Campo di Marte, per abbellire la zona.
Personalmente ai Ronchi inserirei punti di ritrovo (come la casetta scout che già c'è).
Il metodo con cui sono stati approvati i lavori è discutibile, ma questo l'avevo già affermato appoggianomi alle parole di Renata.

Anonimo ha detto...

e perchè io che non abito in centro non ho diritto alla dignità???? l'arte è solo per ilcentro???? poi il paragone di Michelangelo è esagerato....in ogni modo l'arte è bella in modo soggettivo e quella montagna di cemento accanto ad una villa come La Magia è davvero un pugno in mezzo agli occhi!

Anonimo ha detto...

Il fatto è che la Pagnini è partigiana: punto e basta. E non si nasconda dietro un dito.

Martina Pagnini ha detto...

Sarò partigiana, non nascondo né opinioni né nome.

Anonimo ha detto...

no, ti nascondi te dietro un dito, non giocare, amica (anzi: compagna!).