venerdì 13 aprile 2012

Nove azioni controcorrente per una politica nuova. Ecco il documento pistoiese di Acli, Cisl, Confartigianato, Confcooperative, Mcl e Coldiretti


PISTOIA – “Costruire insieme un nuovo patto per la crescita che, nell'aumentare la produttività dell'intero sistema socio-economico, miri a realizzare insieme maggiore efficienza e maggiore equità”.
Si ritrovano su questo assunto, e su 9 proposte conseguenti, i rappresentanti pistoiesi di 6 associazioni (Acli, Cisl, Confartigianato, Confcooperative, Mcl, Coldiretti) che questa mattina hanno presentato, in Seminario diocesano, un loro documento (“Una nuova politica: più etica per il bene comune”) ricalcando anche in sede locale il cammino iniziato lo scorso anno, nel livello nazionale, fra quelle stesse associazioni riunite a Todi nell'ottobre 2011 nel “forum fra persone e associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro”.
La riflessione proposta a Pistoia, in una mattina di lavoro caratterizzata anche dalla presenza del vicario del vescovo Mansueto Bianchi, don Paolo Palazzi - parte da una occasione contingente (le elezioni amministrative in alcuni Comuni della provincia di Pistoia) ma anche dalle più generali difficoltà dei partiti politici nazionali.
E' necessario – concordano le associazioni - “un vero cambiamento dell'agire politico”: per questo vengono analizzati i contesti locali nella più generale crisi economica (“Il nostro territorio risulta poco attraente per l'insediamento di nuove aziende a causa anche della eccessiva burocrazia”), il rapporto tra welfare e famiglia (“La famiglia ha più che mai supplito a un welfare locale carente e con necessità di rispondere a esigenze sempre più complesse”), le questioni della partecipazione (“Spesso la politica viene vissuta come una replica e un perpetrarsi dinastico di caste precostituite, dove la novità, se non concordata più in alto, viene schiacciata come un pericoloso virus”).
Si affrontano, inoltre, le questioni della società civile a fronte del mercato globale nonché quelle della finanza speculativa a fronte del lavoro e delle persone per arrivare ad alcune riflessioni finali circa il bene comune (“da costruire insieme a livello locale”) con un'ultima sezione dedicata proprio alle “proposte”.
Evidenziate le difficoltà del contesto economico italiano attuale (“governato dall'economia e dalle speculazioni finanziarie dove molti hanno affidato a pochi la guida del Paese abdicando a svolgere il proprio ruolo”), per il Forum pistoieseè necessario che ognuno torni ad assumersi le responsabilità proprie”.
E' dunque giusto “chiedere e sostenere una politica capace di rafforzare valori popolari condivisi e di mobilitare grandi energie collettive”.
Occorre una politica con alcune caratteristiche: sobria nell'esercizio del potere, capace di promettere solo ciò che realisticamente è in grado di realizzare, aperta alla partecipazione democratica dei cittadini, in grado di sostenere la cooperazione tra persone, famiglie, imprese, organismi sociali, istituzioni pubbliche.
Una politica, inoltre, che rispetti il pluralismo, valorizzi le capacità dei singoli, dia libertà ai valori condivisi, rimetta al centro della sua attenzione la persona e la famiglia, non sia governata da logiche mercantili, sia basata sulla giustizia sociale e sulla ricerca del bene comune.
Per i componenti del Forum, che non nascondono “diversi ruoli e diverse responsabilità”, 9 le azioni (“una sfida controcorrente”) su cui lavorare anche localmente: intervenire sul modello fiscale in vigore, promuovere una forte cooperazione pubblico/privato, sostenere l'impresa come risorsa fondamentale per la comunità, favorire la partecipazione democratica, rimuovere gli ostacoli che oggi frenano giovani e donne, mettere al centro la famiglia, migliorare il sistema dell'istruzione, costruire un welfare moderno e sussidiario, promuovere un effettivo pluralismo con soggetti pubblici, privati e del terzo settore.
Il documento è stato illustrato da Patrizia Pellegatti (Cisl) con i successivi interventi di Elena Pampana (Acli), Riccardo Andreini (Coldiretti), Simone Balli (Confartigianato), Fabrizia Fagnoni (Confcooperative); Luca Tognozzi (Mcl).
Affidate al prof. Leonardo Bianchi (Università di Firenze) e a Guglielmo Borri (Forum nazionale) la relazione di base e la conclusione.
Presenti, in aula magna del Seminario, sindaco e vicesindaco di Pistoia, la presidente della Provincia Federica Fratoni, la consigliera regionale Stefania Fuscagni nonché numerosi candidati sindaco e candidati consiglieri comunali di Pistoia.

Fonte: Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Pistoia



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma Bertinelli, Bartolomei, Celesti, Simionato, ecc. non c'erano?

e.b. blogger ha detto...

Rispondo io.
C’era Bartolomei (prime file sulla destra), c’era la Simionato (prime file anche lei) e c’era Bertinelli (ultima fila, a sinistra rispetto alla porta d’ingresso dell’aula magna del seminario). Non ho visto la Celesti. Ci sarà anche stata, io però non l’ho vista.
Ma Bertinelli, che ha perso la lingua e la parola, se n’è andato appena io, che mi ero fermato a due metri da lui, mi sono spostato a sedere due file avanti perché la faccenda si allungava: parlava, infatti (era mezzogiorno) un Mcl di Arezzo che non sapeva arrivare in porta e si annodava in tutti i modi pur di non finire.
Quando Berti-nelli, come lo scrivo io, si è accorto che c’ero (sono stato suo insegnante per tre anni di liceo, ma sono anche suo aperto e dichiarato non-sostenitore) si è grattato la faccia come Cicerone prima di morire, si teneva le gote, faceva finta di non aver visto e di essere immerso nelle profondità metafisiche dei suoi pensieri filosofici.
Lui – al contrario di molti altri miei allievi, Alberto Ciampi compreso, assessore ai lavori pubblici di Agliana e comunista da sempre – non mi rivolge più la parola: io non ci piango, lo sapete; non soffro e non lacrimo, perché, avere perso uno come Samuele, che non fa parola dei brogli del seggio 11 di Ponte alle Tavole in suo favore, e che non degna Bartoli (un 30% di voti del suo partito) neppure di un saluto, non sembra una gran perdita, non essendo particolarmente portato ad essere apprezzabile per un profondo senso di democrazia (che evidentemente non ha).
Dunque, credo di avere risposto a chi si è posto la domanda.
Per la cronaca, e come arabesco, c’era anche l’ex-assessore Burchietti.

Edoardo Bianchini